Quando ho scelto di fare la tesi magistrale in traduzione medica, non immaginavo una tale difficoltà! Si tratta della traduzione, ovviamente dall'inglese all'italiano, di una guida destinata alle famiglie dei bambini malati di Progeria, ovvero la malattia dell'invecchiamento precoce. È diviso in sezioni, ognuna delle quali affronta un aspetto specifico: cardiologia, neurologia, ortopedia... Trovo che la traduzione medica sia particolarmente stimolante e nel caso specifico posso spaziare tra le varie branche della medicina.
Ma quali possono essere le difficoltà principali che si riscontrano nella traduzione di un testo medico? Innanzitutto la terminologia, che richiede una ricerca minuziosa, ma personalmente trovo molto difficile anche l'aspetto sintattico e stilistico. Purtroppo i testi medici italiani presentano strutture più complesse rispetto a quelli inglesi, oltre che un registro più elevato. Non a caso, più volte ho dovuto tradurre headache non con mal di testa bensì con emicrania, o addirittura cefalea. È evidente che la funzione di entrambi i testi sia informativa, ma questa funzione viene svolta in modo diverso dai testi inglesi e da quelli italiani. Ed ecco che tradurre un testo medico inglese, sebbene non altamente specialistico, diventa chiedersi "come lo direbbe un medico italiano?"
Sono solo all'inizio del mio lavoro e chissà quante altre cose ci sono ancora da imparare sulla traduzione medica, pertanto seguiranno molti altri post su questo tipo di traduzione ispirati proprio dalla mia tesi, questo work in progress che spero mi darà soddisfazioni in futuro!
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